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Carlo Calenda a Pesaro contrarissimo al governo nascente, lancia il suo movimento e esce dal Partito Democratico

By 31 Agosto 2019 No Comments

Si parte dalla strettissima attualità. «Dal primo giorno ho detto era un errore fare un governo con chi ha dei valori completamente opposti ai nostri: elogio dell’incompetenza, dell’ignoranza, l’attacco continuo alla democrazia parlamentare, ci hanno attaccato in tutti i modi, hanno distrutto tutto il lavoro fatto in questi anni, i tavoli che avevo costruito al Ministero dello sviluppo economico», parte forte Calenda.
«Il PD ha paura del voto perché ha paura di una sconfitta. Abbiamo preso in giro Conte in tutti i modi, era uno zimbello nelle mani di Salvini, avevamo detto Conte no, ora sì, adesso Di Maio no, con Di Maio che dice comando io e continua a lanciare ultimatum», prosegue, «questa non è questione di coerenza, ho capito ormai che la politica si fonda sull’incoerenza: puoi non averla ma se non hai dignità, non vai da nessuna parte. Se inizi a fare il governo con queste premesse gonfi la destra, che non ha perso un decimale complessivamente, non si combatte una battaglia con la destra sovranista – una battaglia che durerà per i prossimi 20 – scappando».
«Alla fine credo che Di Maio sarà vice premier, toccherà ingoiare questa e altre cose, puoi farlo per il bene dell’Italia, ma fare un governo con questi scappati di casa è davvero il bene dell’Italia? Per me è più facile essere coerente rispetto a Zingaretti, che ha il compito di tenere unito il partito. Non gli devo rimproverare nulla, ma quando mi dice di ripensarci gli dico: se ci rimbocchiamo le maniche li facciamo scomparire, stavano già scomparendo», afferma sicuro l’ex Ministro.
E ancora sui 5 stelle: «Ho sempre detto che con loro non vado, tutto il partito era con me, tranne Franceschini che fu lapidato. Governare con Grillo e Casaleggio è la fine per il Paese, io mi opporrò e combatterò insieme a quel pezzo d’Italia, che considera i pentastellati alla stessa stregua della Lega. Finora non si è parlato di nessun tema del Paese, solo di nomi. Li considero pericolosi quanto la Lega, sono la disarticolazione della democrazia, del merito,
dello studio, questo matrimonio politico finirà di distruggere del tutto la nostra classe dirigente».
Poi: «Il punto non è chi vota Salvini ma chi vota la destra: non dobbiamo personalizzare la lotta politica, come abbiamo fatto per 20 anni con Berlusconi, Salvini è un barattolo vuoto che si riempie alimentando la paura. Salvini che fa il colpo di stato e prende i pieni poteri è dal mio punto di vista un’eventualità risibile. Dobbiamo recuperare quei voti, i voti degli operai che votano la Lega a cui diamo dei fascisti. Se ci alziamo solo sui migranti, battaglia giusta, ma non più per gli italiani, le persone pensano che tu le hai abbandonate, dobbiamo avere il coraggio e la forza di fare anche battaglie strutturali, non solo simboliche. La scelta non è tra fare il governo coi 5 stelle o no, la scelta è tra combatterli alle elezioni o farsi schiacciare da loro. Non si può difendere la democrazia dalla democrazia, se Salvini e la Meloni andranno al governo e proveranno a toccare la Costituzione faremo opposizione, mobiliteremo le piazze, perché questa è la politica. Una delle ragioni per cui sono uscito è che gli elettori del Partito Democratico hanno molto a cuore l’unità del partito dopo che per anni è stato diviso. Se c’è un’unità granitica nel fare il governo, io non ho voglia di essere quello che va in giro a dire che il governo fa schifo. Volete l’unità? L’avete, la Direzione ha votato all’unanimità, anche se secondo me è un’unità totalmente apparente», afferma scettico Calenda.
Si parla poi del nuovo soggetto politico in cantiere: «Sono consapevole che il mio progetto Siamo Europei può essere una sconfitta ma non mi preoccupo, le sconfitte nella vita esistono, ho 46 anni, avrò tutto il tempo di rifarmi, ma almeno non cederò alla paura. Non penso di essere particolarmente coraggioso, ma l’idea che Di Maio dia dei diktat al partito a cui mi sono iscritto mi dà il voltastomaco, è una ragione per alzarsi è combattere. La mia piattaforma sarà aperta a tutti, anche agli iscritti di altri partiti, dobbiamo riconquistare questi elettori».
Il Direttore del Resto del Carlino di Pesaro chiude chiedendo un giudizio sul Presidente del Consiglio incaricato e Calenda continua a briglia sciolta: «Conte è il riflesso del problema italiano, il trasformismo, la mancanza di memoria: conseguenza di questo è la sua esaltazione dopo che per mesi si è fatto umiliare e ha approvato tutto quello che Salvini gli ha imposto. Se questo governo nasce il vincente non sarà il PD ma il Movimento 5 Stelle e Conte, che diventerà loro leader e alle prossime elezioni ci massacrerà».
Buona fortuna a tutti noi.