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Matteo Ricci apre Festa Unità Pesaro 2019: dal Parlamento lezione democratica a Salvini

By 29 Agosto 2019 No Comments

Parte ufficialmente la Festa Unità Pesaro 2019. Dopo il rituale taglio del nastro e i saluti di Francesca Fraternali e Giovanni Gostoli, segretari comunale e regionale del Partito Democratico, la parola passa al sindaco Matteo Ricci, intervistato da Lucrezia Ercoli, in un cambio di programma dettato dagli impegni di politica nazionale del segretario nazionale Nicola Zingaretti, trattenuto a Roma.

Parte inevitabilmente da quelli l’intervista al sindaco che definisce quella di Renzi «una mossa da fuoriclasse, contraddittoria certo, da parte di chi più di tutti aveva attaccato i 5 stelle», ma ribadendo che «in politica vanno prese delle decisioni importanti e prioritarie per il Paese, in questo caso fermare il delirio di onnipotenza di chi dalle spiagge romagnole si atteggiava a padrone dell’Italia e, tra mojito e ballerine, invocava i pieni poteri. È bastata una presa di posizione democratica del Parlamento a stoppare una cavalcata che sembrava trionfale e senza avversari. Una grande lezione di democrazia e di Costituzione».

Altro protagonista di questi giorni è, secondo Ricci, Zingaretti, a cui va indubbiamente dato il merito, in questo momento delicato e complicatissimo, di aver tenuto unito il partito. «Una delle peggiori cose accadute negli ultimi mesi è il clima di odio e di razzismo di ritorno che si è creato. Il messaggio sovranista di Salvini è sicuramente sbagliato, ma potente. I populisti vanno sconfitti con una approccio popolare, come abbiamo fatto a Pesaro, non con un atteggiamento elitario. I sindaci sono una risorsa che va sfruttata, vedo un Partito Democratico ancora troppo legato alle correnti invece che al territorio».

Diversi passaggi poi sui futuri compagni di governo del Movimento 5 Stelle: «Il cambiamento del sistema politico che i 5 stelle auspicavano e il superamento delle categorie di destra e sinistra non si sono realizzati, stiamo assistendo e abbiamo assistito alle ultime elezioni locali a una riproposizione del bipolarismo cdx-csx, e non un nuovo 5 stelle-Lega. I 5 stelle dovranno decidere da che parte stare. Inoltre, mi preoccupa dei grillini la deriva giustizialista: mentre noi stiamo intraprendendo rispetto al passato recente una visione più garantista.

C’è il rischio concreto che chi è solo indagato e potenzialmente innocente venga trattato come un criminale».
Rassicurazioni poi da parte del Sindaco sul suo futuro e un passaggio sui prossimi appuntamenti elettorali locali: «Cercherò di dare come sempre il mio contributo a livello nazionale ma tranquillizzo i pesaresi che mi hanno appena riconfermato sul fatto che dovranno ancora sopportarmi per i prossimi 5 anniqua a Pesaro. Non esistono automatismi ma se il governo funzionerà sarà possibile pensare ad un dialogo anche a livello locale. Nelle Marche voteremo ad aprile, i consiglieri regionali del 5 stelle si sono spesso posizionati su posizioni di sinistra, capiamo se è possibile aprire un dialogo, senza però essere soggetti ad alcun passaggio obbligato dettato dall’alleanza a livello
nazionale».

La chiusura è sugli obiettivi del prossimo governo e sulla questione dell’immigrazione: «Se fossi al governo sicuramente andrei a cambiare il Decreto Sicurezza», dice Ricci. «Non è possibile che chi aiuta una persona commetta un reato. Si è poi tagliato quello che di utile era stato costruito per l’integrazione. Non si sconfigge Salvini facendo finta che non esista un problema di paura e di sicurezza percepita, elementi che Salvini ha alimentato.
Attenzione su questo tema, si combattano le politiche salviniane lavorando contemporaneamente su due binari: rigore e integrazione».