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Future Day – Lo sguardo del Future Day lancia Pesaro a Capitale Italiana della Cultura 2024

By 7 Dicembre 2020 No Comments

L’annuncio durante l’evento organizzato da Pesaro #ungranbelpo’ che ha coinvolto 3mila utenti da tutta Italia.

Più di 3mila utenti unici connessi – da tutta Italia – alle 4 ore di diretta streaming condivisa su sei pagine Facebook e 1 canale Youtube; 17 grandi ospiti a intervenire, 5 tavoli di lavoro che hanno coinvolto 350 tra professionisti, esperti, privati cittadini e amministratori locali, tutti con lo sguardo rivolto all’avanti.

Future Day – Pesaro Next Generation ha trascinato oggi, sabato 5 dicembre, dalle 15, il suo pubblico in un dibattito nazionale. Al centro l’Italia che verrà: progetti, idee, buone pratiche e visioni per «farci trovare pronti alla ripartenza nel 2021» come ha sottolineato il sindaco Matteo Ricci nell’aprire gli interventi insieme al moderatore della giornata Timoteo Tiberi, presidente dell’associazione Pesaro #Ungranbelpo’ organizzatrice dell’evento.

«Libera, verde, connessa e giusta». Ecco la città del futuro secondo il sindaco di Pesaro Matteo Ricci, che al Future Day, ha parlato della riprogrammazione della città. «Il Covid – 19 ci schiaccia costantemente sul presente, ma questo è il momento di mettere la testa sul futuro. Fondamentali saranno le risorse che arrivano dall’Europa». Fondi da utilizzare per rafforzare la sanità, la mobilità, le infrastrutture, l’edilizia, la cultura, la solidarietà, le scuole. «Investimenti pensati per Pesaro ma anche i borghi, le colline e l’entroterra tutto».

Un territorio che beneficerà del grande passo che la città è pronta a compiere: quello di Pesaro – Capitale Italiana della Cultura 2024 candidatura annunciata da Daniele Vimini, vicesindaco e assessore alla Cultura e Turismo di Pesaro: «Anche grazie alla rete di rapporti sviluppati con il riconoscimento del 150° Rossini e ai rapporti creati con le Città Creative Unesco abbiamo pensato di individuare uno step qualificante che segni la strada da qui al 2033 nel lavoro rivolto a Pesaro-Urbino Capitale Europea della Cultura. Stiamo tifando ora per Ancona, entrata tra le 10 candidate a Capitale italiana della Cultura 2022 dopo

aver sostenuto Fano; ci stiamo apprestando ad affiancare Parma che spenderà sul 2021 il lavoro fatto sul riconoscimento 2020, e siamo vicini, anche nella progettazione, a Bergamo-Brescia Capitale 2023 assegnata di diritto da Ministero. Credo che Pesaro, insieme al territorio, abbia le caratteristiche per correre alla Capitale Italiana della Cultura 2024. È una sfida alla nostra portata. Già entrare nella short list con le prime 10 sarà il vero riconoscimento che il Ministero darà alla competizione in termini di visibilità, di reti internazionali e opportunità di cogliere. Sarà un modo per mettere in sinergia tanto lavoro elaborazione che ci porteremo dietro al Recovery Plan e per mettere in un unico filo conduttore che porterà al 2033 se ce la faremo sarà un successo incredibile; se avremo fatto anche solo un pezzo di questo percorso sarà comunque un passo in aventi in termini di progettazione e una crescita collettiva per tante intelligenze, amministratori, professionisti, giovani, persone innamorate del territorio che hanno voglia di dare nostro contributo per

cause alte. E con la candidatura daremo loro modo di farlo».

Di futuro si è parlato anche con Sofia Cerio, protagonista del programma Rai “Il Collegio”. La 15enne pesarese, che si è collegata da Strasburgo dove vive per frequentare la scuola europea, ha parlato di questa come di “una città molto diversa da Pesaro” sottolineando la “qualità dell’insegnamento degli istituti scolastici italiani che mi ha permesso di adattarmi con facilità”. È invece da prendere ad esempio da Strasburgo “la vocazione cosmopolita e la strumentazione a disposizione degli studenti» perché «il futuro sta nell’internazionalità» ha concluso Cerio.

Spazio alla progettazione poi, con l’intervento dell’architetto Marco Tamino: «C’è concretezza e chiarezza di ciò che faremo» e la «certezza che faremo ciò che stiamo presentando». Dobbiamo «accelerare tutto il possibile per rendere più rapida una trasformazione Green e innovativa» grazie alle grandi opportunità offerte dal Recovery fund.

Un tema approfondito da Pier Paolo Baretta, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze: “Abbiamo un’occasione storica, che passerà alla storia dell’Economia. La cosa paradossale è che ora, che siamo in piena crisi, disponiamo di una quantità di risorse straordinarie da utilizzare: 672miliardi a livello europeo, di cui 360 in prestito e 312 come sussidi. La parte più importante è stata attribuita all’Italia: 209miliardi di cui una buona parte a fondo perduto. La maggioranza di queste risorse sono a debito, dovranno essere pagate nel corso degli anni e saranno i nostri figli e nipoti a pagarlo. Per questo a loro dobbiamo dare una risposta sulla vivibilità dell’Italia e dell’Europa». La dimensione di queste risorse è «pari a 4 volte quelle del Piano Marshall. Il 37% dovranno essere risate alla transizione “green”, almeno

il 20% a quella digitale». Ha sottolineato poi la cifra di «10miliardi sono titolati ‘transizione giusta’, che sosterranno i costi di queste modifiche».

Alessia Morani, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze: «distinguiamo gestione emergenza e investimenti futuri. Ora la priorità è la tutela della salute dei cittadini e la sopravvivenza economica del paese. Partendo da questo potremmo ripensare il futuro da qui a qualche mese». L’onorevole Morani è intervenuta sull’ospedale nuovo: «Credo che l’aver messo in discussione la realizzazione dell’ospedale nuovo, sia un errore. Per poter rispondere alle nuove esigenze, emerse in particolare con la pandemia, servono strutture in grado di farlo. La scelta di bloccare la struttura, fatta della Giunta regionale, è un errore: ci riporta a un dibattito di anni fa e non dà risposta ai cittadini e ai i servizi sanitari per loro necessari».

Giuseppe Paolini, presidente della Provincia di Pesaro e Urbino: «Vivo in un triangolo magico, la punta è Isola del Piano, un paese di 600 abitanti che ha Urbino come vertice e che ha alla base Fano e Pesaro». Per Paolini è «importante recuperare il rapporto delle aree interne, perché il nostro è un territorio stupendo da far scoprire ai turisti». Ma per far questo servono «servizi e infrastrutture». «I miraggi non portano da nessuna parte ma mettono in moto carovane» ha concluso Paolini nell’augurare buon lavoro al territorio.

A chiudere il pomeriggio di interventi il vice sindaco Vimini ha sottolineato il grande valore «dei tavoli tematici che hanno svolto un lavoro importante che tenteremo di sviluppare nei prossimi giorni. Ringrazio le migliaia di cittadini presenti alla giornata di oggi, dimostrazione del fatto che Pesaro ha voglia di lavorare al suo futuro» e che «eredita l’input pre-elettorale del centro sinistra di Pesaro che oggi si trova ampliato nelle proposte e nei contributi» ha proseguito Vimini prima di passare alla sintesi dei tavoli di lavoro Abbracciare (politiche sociali e alla scuola); Respirare (ambiente, mobilità e urbanistica); Accelerare (cantieri pesaresi e sviluppo locale); Sorprendere (cultura e turismo); Connettere (infrastrutture e progetti sovracomunali).

Spunti, riflessioni e visioni al futuro anche durante le presentazioni dei libri fatte da Ferruccio de Bortoli, editorialista Corriere della Sera, che ha raccontato il suo “Le cose che non ci diciamo (fino in fondo)” (Garzanti, 2020) insieme a Michele Romano giornalista Il Sole 24 Ore; Giorgio Gori, sindaco di Bergamo che ha presentato “Riscatto” (Bergamo e l’Italia. Appunti per un futuro possibile)” (Rizzoli, 2020) intervistato da Simonetta Marfoglia, giornalista

Corriere Adriatico e insieme a Marco Perugini, Presidente del Consiglio Comunale di Pesaro; Veronica Gentili, giornalista di Rete4 autrice de “Gli immutabili” (La nave di Teseo, 2020) che ha parlato del suo lavoro insieme a Elisabetta Rossi, giornalista Il Resto del Carlino.